Obiettivo eBook

ST-GAL_Utet

Il nostro laboratorio è un luogo dove si sperimenta. Nuove forme di relazione, nuovi contatti, nuove professioni. Un tentativo di avvicinare persone e mestieri, per scoprire anche lati nascosti. Di noi stessi, degli altri. La sensazione di “avere delle possibilità” nasce anche da questo: riscoprirci persone, provare a impegnarci su qualcosa di concreto, offrire con il nostro lavoro e comportamento un senso diverso al modo in cui stiamo al mondo.

Per questo ci fa piacere accogliere le parole di Andea Fava e Daniela Possagno, che dalla casa editrice Utet sono venuti a raccontare il loro mestiere antico e le connessioni con la modernità. Il cambiamento, anche in questo caso, come possibilità.
E insieme a loro faremo un progetto reale, concreto.

[redazione]

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Quando ci è stato proposto di tenere un breve corso di editoria tradizionale e digitale presso la casa di reclusione “Rodolfo Morandi” di Saluzzo, un carcere con una sezione di Alta Sicurezza, le nostre prime reazioni sono state: interesse, curiosità ma anche paura di non riuscire ad entrare in sintonia con un “pubblico” assolutamente particolare e per noi completamente nuovo.

In realtà è stata una bellissima esperienza umanamente molto ricca e soprattutto uno scambio reciproco perché proprio quando credi di andare ad insegnare ai “detenuti” … ti accorgi che anche tu puoi imparare da persone che hanno nei loro occhi tante esperienze di vita.

Si è creata subito un’empatia palpabile tra chi si era preparato, sperando di essere all’altezza di trasmettere un po’ di conoscenze, e chi con grande partecipazione, rispetto e interesse cercava di dare un senso profondo a qualche ora di quel tempo infinito che scorre nel carcere con un ritmo del tutto proprio.

Ciò che più ci ha colpito in quest’esperienza che ricorderemo per sempre è la voglia di “scoprire” insieme e la creazione quasi magica di un’atmosfera per noi, che varcavamo per la prima volta le inferriate di un carcere, totalmente inimmaginabile; sì perché anche in carcere si insegna e si impara, lo scambio arricchisce chi è dentro ma anche chi viene da fuori.

Abbiamo conosciuto non dei “detenuti” ma delle “persone” e la sensazione sorprendente è che pur avendo condiviso soltanto due giornate ci è sembrato di conoscerli da tantissimo tempo e così per non far finire il nostro rapporto con un saluto (molto affettuoso ma che indubbiamente ha il sapore della tristezza che deriva dalla consapevolezza che sarà difficile rivedersi) ecco che nasce l’idea di fare insieme un progetto che coinvolga in egual misura chi è dentro e chi è fuori: costruire insieme un ebook, coinvolgendo chi ha partecipato al corso, chi ha tenuto le lezioni, chi ha organizzato il progetto e le persone che nel carcere hanno reso possibile l’iniziativa.

Insomma TUTTI INSIEME per raccontare le proprie storie, impegnandosi ciascuno secondo le proprie possibilità ed esperienze e generando un’osmosi proficua e produttiva fra “dentro” e “fuori”. Riusciremo a trasformare questi nostri incontri in un’occasione realmente formativa?

[Daniela e Andrea]

Editor e responsabile dei contenuti per l'Associazione culturale Sapori Reclusi