Face to Face – un progetto nel progetto

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L’arte contro il pregiudizio.

Così si intitola il progetto “Face to Face” che sta per vedere la luce. Arte, fotografia, visioni, incontri… Cosa vediamo quando guardiamo qualcosa? Che idea preconcetta abbiamo del mondo che ci sta intorno? Bastano le mura di una galera a identificare un delinquente? Come stabiliamo se una persona ha “una faccia da…”
Abbiamo iniziato a parlare di Cesare Lombroso e delle sue teorie sulla propensione delle persone a commettere reati in base all’aspetto fisico e all’atavismo. Ci siamo chiesti quando ci siamo sentiti oggetto di pregiudizio e di quante volte lo abbiamo pensato noi (Un tiro mancino da parte di una persona poco affidabile perché non “destra”, un gobbo che porta fortuna, uno storpio incattivito dal suo aspetto…) degli altri.
Insieme, nei prossimi mesi, rifletteremo sui meccanismi della visione e del pregiudizio, e faremo una grande mostra in cui ritrarremo persone detenute e non detenute, senza mai dire chi è chi. Ci aiuterà il personale del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino che accoglierà le foto, ci aiuteranno gli studiosi che verranno a dialogare con noi di questi temi.

Abbiamo deciso di partecipare al progetto in modo attivo, non solo stampando le foto della mostra. Ci è stato chiesto se volevamo farlo, non siamo stati obbligati ed è stato bello poter parlare di questo fatto di poter dire di “sì” o di “no”. Essere liberi di scegliere.

Così abbiamo montato il telo grezzo nel nostro laboratorio e abbiamo provato a ricreare delle condizioni simili a quelle in cui un tempo venivano scattate le foto dei “criminali”, conservate oggi nell’archivio di Torino. Corpi, emozioni, spazi, luci.

Davide ci ha dato un primo compito a casa: pensare a cosa abbiamo provato la prima volta in cui ci hanno scattato una foto segnaletica.
Ora vedremo che succederà.

 

Editor e responsabile dei contenuti per l'Associazione culturale Sapori Reclusi